giovedì 17 aprile 2008

terra rossa di Leon


In Francia una delle parole più presenti nel vocabolario comune é diritto.
In Brasile il diritto diventa quello che é permesso o meno.
L'Italia, o forse dovrei scrivere la Sicilia, é più vicina al Brasile. BURROCRAMERDA!!!

Ho voglia di cospargermi di terra rossa e sporcarmi tutta, sentire odori di polvere e d'incenso, di bibbia e di latte, di sterco e d'erba, di animale e di antico.
"E ripensavo ai primi tempi quando ero innocente...
a quando avevo nei capelli la luce rossa dei coralli...."
Guardatevi indietro, uomini con o senza speranze/ambizioni, prima di guardare innanzi a voi.
Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. Dimmi dove vai e ti dirò da dove vieni.
La sagesse!

mercoledì 16 aprile 2008



Lasciata la diffidenza verso un buon uomo che voleva darmi un passaggio per Parc Gueil, e la desolazione dell’aeroporto di Trapani con 2 sole linee aeree e 3 gates, sono stata accolta dall’ospitalità di Amedeo, che mi ha ceduto il suo letto. Tuffata nella rambla, incrocio breaker di strada, uomini statue ridicoli obesi indiani bizzarri, ristoranti che offrono come cibo tipico pasta. Per fuggire ai costi della capitale della Catalunya non ho pagato la metro e mi sono “nutrita” di panini imbottiti di salame dal colore innaturale, sospettosamente transgenico. La sera anche qui, come a Palermo, mi reco alla Champagneria. A parte le singolari bellezze monumentali, mi è piaciuta tanto l’illuminazione. Dopo una seconda giornata divertente a Barcellona (ho preso la funicolare per la prima volta!!), ho fatto l’autostop sino a Villadangos de Panamo e poi ancora sino a Hostel de Obiergo. Poi ho camminato attraversando San Justo de la Vida e mi sono fermata as Astorga. 16 kilometri di pazzia. 35°, piegata in due dallo zaino nel nulla. Solo un rettilineo nella terra rossa. Sono arrivata sfinita, e mi sono vendicata con un piatto di ravioli alla ricotta. Abbiamo conosciuto un coreano dall’aria vagamente saggia. Dopo aver gustato la paella e la tortilla di jamon e queso, sono arrivata a Santiago. E’ terminato il mio cammino fasullo. Basta con gli albergues per pellegrini che chiudono alle 10 di sera e la sveglia alle 6.

Paesaggio tratteggiato da boschi. Questo caldo infernale mi dà tutto fuorché l'idea dei paesaggi irlandesi di cui mi avevano tanto parlato. A Santiago ho gustato il polpo alla feira, zorza y dorada, dai sapori squisiti.

Buoni.

martedì 15 aprile 2008

Una supposta


Sono tornata ai posti di partenza. Non mi sono dimenticata del mio blog. C'é ancora qualche buon'anima che lo legge e allora proseguo nelle mie passeggiate. Domani vi scriverò un riassunto delle mie avventure spagnole; adesso beccatevi una pillola.
Sono stata a Barcellona ed, essendo tutto troppo caro per una comune mortale e non trovando nulla di tipico al di là dei cheeseburger, ho pranzato da un pakistano che mi ha dato una coca cola polacca. A voi le riflessioni.
E' un po' come la storia di un tizio che risalì delle scale ripidissime, tipiche olandesi, e finalmente raggiunse la cima. Fine.