venerdì 29 febbraio 2008

Distorsioni


In vucciria con 3 cechi punkabbestia ubriachi. Il barista mette il "the best of" dei beatles e scopro che non sono i beatles ma un gruppo di napoletani che si chiamano gli "shampoo", devo confessare bravissimi nelle covers. Mescolanze di zibibbo, sangue, birra, martini e infine tequila. Attraversare dolcemente una strada mentre le auto ti vengono addosso mi fa pensare a quanto sia debole. Incontro degli "amici" del partito. Sono contenta che ci sia ancora gente che crede. Restare é più rivoluzionario che partire. Sono ormai 4 anni che non guardo la televisione e non me ne pento, visto la disgustosa campagna elettorale dei due cialtroni. Pensano che dicendo meno tasse salari più alti io povera idiota ci creda? E poi la Sicilia é "fatta" dai paesini e non soltanto da Catania e Palermo. Ricordatevelo. Ricordatevi che la vera politica é fatta nei piccoli comuni ed é soprattutto qui che la gente decide di non restare, di partire.

Nella vita ci sono 2 categorie di persone : quelle che partono e quelle che restano. C'é chi resta. Li invidio tantissimo, sai perché? Perché io non sarei mai così spronata a tornare in Italia, perché io non ci sto così bene…ma così bene dove? A Licata? A Palermo? E chi l’ha detto che in qualche altro posto starei meglio? E chi sa quali sono le scelte da fare?
Li invidio perché hanno deciso di restare in quella vita così piena di calore e di amici e di famiglia e di sole e di musica e di cibo vero e di pranzi a dodici e di giocare con le parole della tua lingua e tornare ai bei vecchi tempi e, magari, crearne di nuovi.
Mi chiedo perché sono qui. Me lo chiedo ogni giorno. Ogni tanto mi chiedo anche perché tu sei lì dove sei. E non mi rispondo quasi mai, vado a cucinare o fare delle altre cose. Mi chiedo perché non ho un posto magnifico dove tornare e a cui non potrei rinunciare; credo che “il fatto non sussista”, probabilmente non sussisterà mai, perché la sensazione di essere fuori da tutto, nella mia fiaba piena di lupi che mangiano la nonna e di biancanevi addormentate, l’ho sempre avuta dappertutto, e non me la potrei scrollare di dosso. Ma io ho sempre tentato di essere al centro di tutto, così sociale e socievole per dimenticarmi quanto io sono disadattata. Un minuto. È un pensiero un po’ complicato, questo: volevo affermare che nella mia passione per i contrasti tu apprezzi il bianco soprattutto se lo accosti al nero, o il verde accanto al rosso o al viola; io in generale tento un unico colore ma cambio di tonalità, come viola fucsia bordeaux rosa. È un po’ forte all’apparenza, lo so, ma lo prediligo. Una piccola distrazione. Ma è come quando sei talmente timido e non parli mai di te, che fai di tutto per esser in primo piano in realtà continuando a dir nulla di te ( questa, lo sai che sono io); o come quando sei talmente fuori del mondo, dall'ambiente, dal modo di pensare, dal genere di musica, dal tipo di divertimento, che ti mescoli il più possibile. Ecco, magari è solamente una sensazione, una percezione differente del mio modo d’interferire nel pianeta terra…
A volte vado in giro per le strade per tutto il pomeriggio, e non penso a nulla; quasi aspetto il tempo che scorre. Non aspetto mai nessuno, abitualmente, quando lo faccio è una dimostrazione quasi di “tolleranza”, perché detesto che gli altri si impossessino di quelli che sono i miei controlli. E dunque, se aspetto il Tempo, significa proprio che questo Signore deve essere importante. E ti soggioga con i suoi ritmi a volte così rapidi delle altre così statici…
Stamattina mi sono alzata e ho lavato i piatti e la toilette, e mentre li lavavo ho pensato a tutto ciò e poi l’ ho scritto. Et voilà quoi.
Io credo di far parte della prima categoria, quella che parte. Tu?

domenica 24 febbraio 2008

L'etere


Una notte insonne di un'estate caldissima il mare insormontabile e imperterrito, per un'istante si fermò a guardare la luna piena, solitaria e quasi lasciva tra le piccole stelle.
Il mare s'innamorò della luna nello stesso momento in cui la vide e basito da tale maestosità, può fermarsi a contemplare quell' imponente immagine e custodirla nel suo abisso per mille anni. Ogni tanto di sfuggita si permette di spiarla , ma, appena si accorge di essere scoperto volge repentinamente lo sguardo alla rena. é timido e scontroso, le dà sempre le spalle, però ogni mille anni il mare si volge verso la luna e le sue tenebre incontrano i suoi raggi, cercando di lambirli.
La luna laconica e perplessa ogni volta in cui noi la osserviamo piena, in quelle lunghe notti, rimugina sul suo segreto amante e il piacere dell'attesa è sempre più combattuto ed esasperante, perchè entrambi sanno che tutto sarà rimandato nel momento in cui si ritroveranno.
Ogni mille anni il mare arriva al cielo, fin sulla luna, essa placida e insinuante si specchia sul suo complice e si baciano, si accarezzano e finalmente si ritrovano; i due amanti frettolosi, perchè hanno una sola notte per loro, inciampano sulle loro stesse parole e imbarazzati coronano il loro amore, sapendo che quei momenti saranno custoditi per mille anni e che ci sarà ancora ansia e perplessità tra di loro.
Una notte litigarono perchè il vento aveva baciato la luna e il mare geloso era andato a confidarsi con la sua fidata ed eterna amica, la notte; tra un'eclissi ed un maremoto la pace ritornò nei loro cuori, perchè ambedue riconoscevano il loro amore infinito, un guerriero più veloce della luce, più forte e resistente del tempo e più paziente del sole.
Questa storia vola sulla bocca di alcuni bambini curiosi che in quella notte hanno spiato e saputo: per mille lunghi anni i due misteriosi amanti si corteggiano, si arrabbiano, litigano, ma alla fine del millennio, una notte insonne di un'estate caldissima, ritornano insieme,coscienti che è stato tutto un gioco di due abili professionisti e che il loro amore mai potrà essere distrutto da nessuna vana controversia.