domenica 31 agosto 2008


non c'è differenza tra la tua cultura e la mia, e quella di tutti noi uguali
nati in ambienti costruiti, pieni di oggetti che in natura non esistono,
viviamo in case di cemento, teniamo oggetti di plastica in mano e computer
di silicio, quaderni e matite, scarpe colorate, motociclette, biciclette,
marionette, ventilatori e tram, ogni nostro gesto è frutto di diecimila anni
di condizionamenti, e di costrizioni, di cultura appunto... nulla è naturale
nel mio comportamento e nulla lo è nel tuo. soltanto la fame il sesso e il
sonno rimangono istinti naturali, ma sia la fame che il sesso fanno di tutto
per stravolgerli, malattie veneree e disturbi dell'alimentazione,
perversioni sessuali e alimentari, pedofilia e anoressia... negli ultimi
anni questi istinti hanno vacillato, forse per caso, forse perché abbiamo
paura degli istinti, forse perché la comunicazione e il commercio hanno
bisogno di pianificare per vendere, e quindi indirizzare gli istinti verso
strade conosciute. le trasmissioni di cucina e le signorine mezze nude hanno
riempito la TV...

venerdì 29 agosto 2008

Il nonno di Lenin

Questo capitoletto è solo la continuazione del precedente. Ma mi piaceva troppo l'idea di mettere in un titolo il nonno di Lenin, per rinunciare all'arbitraria censura.

La casa di campagna del nonno di Lenin sorge, non lontano da Kazan - capitale della Repubblica autonoma dei tartari -, un po' in cima a una collinetta ai piedi della quale scorre, portando a spasso le sue anatre, un fiumiciattolo calcosiano. Un bel posto, dove ho bevuto del buon vino con i miei amici tartari.
Una parete del soggiorno dà sul giardino con tre grandi finestre. I ragazzi, tra i quali Volodja Ul'janov, il futuro Lenin, entravano e uscivano di casa per le finestre, anziché per la porta. Il saggio dottor Blank (padre della madre di Lenin), ben guardandosi dal proibire quell'innocente spasso, fece mettere sotto le finestre delle robuste panchette, perché i ragazzi se ne potessero servire nei loro andirivieni senza rischiare di rompersi l'osso del collo. A me sembra un modo esemplare di mettersi al servizio dell'immaginazione infantile.
Con le storie e i procedimenti fantastici per produrle noi aiutiamo i bambini a entrare nella realtà dalla finestra, anzichè dalla porta. É più divertente: dunque è più utile.
Niente impedisce, del resto, di provocare l'impatto con la realtà per mezzo di ipotesi più impegnative.
Esempio: Che cosa succederebbe se in tutto il mondo, da un polo all'altro, da un momento all'altro, sparisse il denaro?
Questo non è soltanto un tema per l'immaginazione infantile: perciò appunto penso che sia un tema particolarmente adatto ai bambini, ai quali piace confrontarsi con problemi più grandi di loro. É il solo modo che hanno per crescere. E non vi sono dubbi che essi vogliano, prima di tutto, e sopra tutto il resto, crescere.
Il diritto di crescere, in effetti, noi glielo riconosciamo solo a parole. Ogni volta che lo prendono sul serio, ci giochiamo tutta la nostra autorità per vietargiene l'uso.

giovedì 28 agosto 2008

Sun

il kit delle cose che ci fanno stare bene può stare dentro una valigia o dappertutto puoi portarlo con te... il mio mare è lì, e i miei gabbiani ogni mattina sentono un rumore e si alzano insieme... non importa che io sia lì a vedere la scena ogni volta, loro sono lì per me, e io sto bene a pensarci, di questo siamo fatti... mi spaventa un po' pensare quanto siano importanti i ricordi per me, però è bello lo stesso.. mi spaventa perché mi trovo alle volte a vivere le cose in funzione del ricordo che ne avrò... e questo un po' certe volte mi condiziona troppo ma sono fatta così.. è anche un po' di dostoevskij questo modo di vedere le cose, ma non credo sia un gran bene prenderlo come modello, è un po' troppo... stavo per dire che non è umano, ma la sua non umanità è ultraumanità, è dieci, è cento uomini insieme... sì, forse dosto era cento persone in una.
"il mondo è l'insieme dei fatti, non delle cose" lo ha detto quello stesso che "di tutto ciò di cui non si può parlare si deve tacere"... è uno che, mamma mia... non posso dire di conoscerlo perché forse non riuscirei, ma quelle piccole cose di lui che riesco a contenere... mamma mia... è wittgenstein... enniente...
eppoi, chessò..
quando parlo del cinema mi ci sento dentro... e il cinema lo vediamo e basta, e invece al mare ci entriamo dentro, e in tutte le altre cose pure... però mi sono persa dentro le scene del cinema da piccola forse, e quando stavo chiusa in bagno pensavo che era l'unico momento in cui non stavo facendo il film, cioè in cui gli altri non stavano a guardare quello che succedeva nella mia vita, e pensavo a volte che in tutti gli infiniti pianeti dell'universo ci fosse un pianeta per ognuno di noi, e in ognuno di questi si vivesse la tua storia guardandola come al cinema... tutto il tuo tempo era come compresso e proiettato per quegli abitanti lì, ma non una scena andava perduta... e contemporaneamente venivano proiettati, secondo le leggi di quel nuovo cinema alieno, che noi non conosciamo ancora come si fa a farlo, i miei pensieri e le mie azioni, magari in simultanea, magari su due schermi diversi, oppure i pensieri venivano collegati direttamente al cervello (cervello?) degli spettatori tramite uno spinotto che trovavano sulla poltrona, e le azioni (i fatti) li potevano seguire dallo schermo... insomma.. un'infanzia difficile... e meno male che non è mai finita, e che non mi sono mai del tutto convinta che fossero solo baggianate della fantasia del bambino che passa troppo tempo a giocare da sola... per questo quando parlo di cinema ne ho una visione un po' alterata...
la notte sceglie il giorno... mmh... chissà com'è.. forse è per quel desiderio di svegliarmi presto la mattina e lasciare entrare il sole nella mia stanza e nella mia giornata, e nelle ossa del bacino, e nel bacino sulle ossa...
Ho paura un po' dei miei repentini cambiamenti.

mercoledì 27 agosto 2008

sttttttttttt....ascoltate!


La cultura... mi convinco sempre più che faccia male alla felicità. Se cultura è tutto ciò che non è natura, si sposa male con il mio desiderio di tirar fuori gli istinti, per quanto possibile. Quando riesci a ritrovare l'istinto sai che stai facendo secondo natura, e non puoi sbagliare: se è la natura che lo impone comportarsi diversamente sarebbe aleatorio, frutto di abitudini e convenzioni che altri e non tu hanno stabilito... ecco, io sono in polemica col mondo forse, con chiunque abbia un qualche briciolo di responsabilità nell'avermi portato qui dove sono, cioè in un posto meraviglioso, pieno di cose meravigliose, ma dove ognuno parla la sua lingua e non si riesce a parlare con nessuno... ecco, vedi, se fossimo semplicemente uomini, se fossimo capaci di liberarci di tutto quello che in noi non è naturale... non dico per sempre, mi piacerebbe soltanto che fossimo in grado, all'occorrenza, di capire cosa è natura e cosa no... Non è un vezzo polemico il mio, penso che questa potebbe essere la via per ridefinire la scala di valori di ognuno, per capire cosa è più importante e cosa lo è meno. Il pane è importante, e l'acqua. Il tetto è importante. Dormire è importante. Fare dei figli è importante. Tutto il resto, bè.. sì.. non si può immaginare una vita fatta solo di queste cose, però è importante sapere che a volte quelle altre potrebbero anche non esserci. Potrebbe non esserci lo smalto per le unghie, potrebbe non esserci il sapone per lavarsi, potrebbero non esserci le scarpe...
Non sono del tutto convinta di quello che dico, però la lontananza dagli istinti di tutti noi è una cosa che mi infastidisce: atteggiamenti affettati, lunghe teorie sui comportamenti sociali, sulle relazioni, sul modo di vestirsi anche... cose che, per quanto io sia lontana dalla natura degli uomini, mi fanno venire il desiderio di avvicinarmi all'umanesimo umano dell'uomo... cioè a quello che sarebbe l'uomo senza cultura... e senza sociologia, e senza...vabbè va... lascio perdere
P.S.: avvistati oggi carcassa di pesce morto e di lucertola, schiacciata ed essiccata.

martedì 26 agosto 2008

enjoy the animals


Oggi ho visto un topo morto e poi degli scarafaggi. Quand'ero piccola facevo le trappole per i topi, li catturavo e all'interno della stessa trappola li annegavo. Beh, non c'é nulla d'interessante, ma volevo rendervi partecipi della mia noia.
Quando ci annoiamo così facilmente, l'unico rimedio concreto é la natura. Eh però, che perle di saggezza che mi vengono, ma non era di questo che volevo parlarvi.
E' ormai più di un mese che non tocco una goccia di alcool e vedo più cose. Ad esempio le feste in spiaggia. La gente si ubriaca e fa cazzate, e fino a qui é tutto lecito. Però io sono proprio stanca. Ho voglia di amici e mi si presentano sempre persone che vogliono dell'altro. Basta, ormai sono sempre di meno. Sino a quando sarò convinta di esser nel giusto e di trovare gente che nel giusto con me non é, io mi sposterò, andrò altrove. E' la sopravvivenza. Gli animali ci hanno insegnato ad emigrare, l'uomo ha diritto di emigrare, perciò che Bossi vada a fare in culo, che chiudano studio aperto e che gli africani affamati per un mondo che gli é stato rubato vengano qui, perché hanno il diritto di farlo.

La noia

Stanotte sono tornata alle 4 e c'era una mosca che svolazzava attorno al mio letto. Io l'ho guardata, fissa, ho preso il libro di macroeconomia e l'ho schiacciata; poi stanca ho deciso che avrei tolto la carcassa il giorno dopo. Beh, stamattina non c'era più. Che fine ha fatto la mosca? Mistero! Eppure sono sicura di averla uccisa.
Oggi invece ho trovato una cavalletta nella vasca da bagno e invece di spostarla ho deciso di annegarla. Che gli ambientalisti parlino.

venerdì 22 agosto 2008

Solidarnosc, lottiamo perché siamo grandi


Quanto sono importanti i nostri desideri?
Quanto incide quello che dovremmo essere e fare con quello che siamo? Quanto incide la percezione di quello che siamo?
Trascorriamo più tempo a trovare i mezzi per soddisfare le nostre voglie piuttosto che a soddisfarle, o quantomeno a individuarle.
Per esempio, IO non so cosa fare nella mia vita. Però mi sono iscritta all'università, mi sono laureata, adesso mi sto iscrivendo alla specialistica. Ma in realtà chissà bu mah però...
Magari scopro di aver una dote nascosta come attrice di telenovelas. Magari tra un paio di anni andrò a vivere in Vietnam. Il mondo é sovrappopolato e io sono minuscola.
Però non ci penso.

mercoledì 20 agosto 2008

SANSEVERINO - il se la pète!

Mi piace la frutta ancora acerba. Alcuni dicono che quando gustiamo l'aspro, riproduciamo la stessa espressione, non é vero, no no e no. Sotto a chi ama la frutta non matura, perché non c'é nulla di meglio di una pesca dura dura, ancora un po' verde.

sabato 16 agosto 2008

Il valzer dei licatesi


Sono stanca. E' passato anche il ferragosto, che dovrebbe essere la festa della fine dell'estate, anche se qui si potrà andare a mare fino a Ottobre. E' stata una serata come tante altre. Viaggiare é bello perché conosci tanta nuova gente che non sa nulla del tuo passato. Si comincia da zero. Invece in quel di Licata incontro i compagni delle scuole medie ed elementari per strada e sappiamo già con chi abbiamo voglia di uscire o meno. La gente crescendo sceglie le compagnie aristocraticamente e a me vien da vomitare.
Sono stanca é una di quelle frasi che impari a dire per prima quando sei all'estero. Quando non sai cosa dire, beh sei stanco, e allora non hai voglia di parlare, il cervello non ti funziona ed essere stanco é un buon pretesto.
Mi scoppia la testa. Emulare un qualche modello di equilibrio e di perfezione é un tentativo invano. Forse dovrei lasciarmi cadere nella mia maleducazione, e se mi stai sullo stomaco ti mando a quel paese e basta. Mi sono rotta le scatole di esser gentile, nemmeno provandoci ci riuscirei. PFFF.
Sono stufa di relazioni antiquate, strascicate, di mutismi, di rancori taciuti, del far finta di, del credere che. Viaggiare é bello soprattutto per la gente che incontri, che é vuota di scrupoli e pregiudizi vari nei confronti di tutti. Spontaneità cazzo cazzo. Lasciatevi andare alle incoerenze e inventate i vostri modelli d'illustre e fanciullesca idiozia.

martedì 12 agosto 2008

La musica del mondo


Ecco in che specie di manifesto mi sono imbattuta camminando per le strade di Braslau, in Polonia. Chissà che i polacchi non siano preveggenti e non avremo un altro presidente degli States morto, come vuole la tradizione.
E cambiamo argomento.
Pensavo di conoscere abbastanza bene il mio dialetto, ma non si finisce mai d'imparare.
In italiano non riuscirei a descrivere in maniera così colorata.
"Cazzu a nolo", per descrivere colui che si trova in una situazione d'indecisione. Se hai il pene in affitto, sei un po' di qua un po' di la, dimostrando indecisione.
Sì comu u dui a bastuni quannu a briscola é a dinari = non vali niente.
Va curchiti o scuru= letteralmente dormi al buio, nasconditi!!!

Adesso vado a studiare la prima guerra mondiale. Soltanto io studio ad Agosto, buttana la miseria.

lunedì 11 agosto 2008


Perché i commentatori sportivi sono tutti uomini? Chi sa rispondermi?

Stanotte ho sognato un viso roteante di un tossico che voleva semplicemente mettermi paura. Mi sono svegliata sudata, beh per l'umidità naturalmente, non per la paura.
L'umidità é diventato un buon pretesto per tutto.
Mi sveglio nel cuore della notte, in preda all'ansia, e penso a tutti i posti che non ho ancora visto, come se dovessi morire domani stesso. Non smetto mai di sognare, il giorno che smetterò morirò.
Vorrei realizzare tante cose. Vorrei scrivere un libro, andare ovunque e conoscere tanta gente, e poi vorrei andare in una grotta e avere la consapevolezza di potere fare a meno di tutto questo.
Vorrei leggere pochi libri, ma leggerli bene, e non perché devo ripeterli a qualcuno ma perché devo terminarli presto.
Piccola postilla sulle olimpiadi: i due tizi lettoni che giocano a beach volley mi hanno fatto venir voglia di andare in Lettonia. Ma quanto siete belli.
E io con i miei 23 anni non ho nemmeno la resistenza di fare 30 minuti di corsa.
Mon dieu, le olimpiadi di Pechino e il sudoku non mi fanno studiare il Congresso di Vienna.

venerdì 8 agosto 2008

J'aime les avions


Sono tornata dalle mie vacanze e riprenderò a scrivere, spero quotidianamente.
C'è caldo-umido. Non credo che a Pechino ci sia più umidità che a Licata, il punto é che gli atleti che hanno intervistato e che hanno lamentato la temperatura, sono probabilmente tutti friulani.
Un piccolo cenno riguardante la questione tibetana e diritti umani in Cina.
I politici italiani sono dei vigliacchi. Silvio non é andato a Pechino non per presa di posizione, ma perché era in vacanza e gli scocciava partire.
I tibetani non sono l'unica minoranza perseguitata in Cina, da qui l'evidenza della strumentalizzazione della causa tibetana. Inoltre mi domando con quale diritto un idiota come Bush accusi la mancanza di diritti umani: proprio lui che rappresenta gli USA, che non sono certo un esempio (vedi Guantanamo...).

Viva lo sport. Col fisico che ho, credo che avrei potuto fare della ginnastica artistica, ma ormai sono vecchia, ho 23 anni.